Aermacchi

L'Aermacchi (oggi Alenia Aermacchi S.p.A.) è una delle industrie aeronautiche italiane più conosciute nel mondo, grazie soprattutto alla capacità di costruire ottimi aerei da addestramento e da supporto tattico leggero.La Fratelli Macchi era un'azienda familiare fondata a Varese da Giovanni e Agostino Macchi, nella seconda metà del XIX secolo, per la costruzione di carrozze e omnibus a traino animale, dalla quale discendono le omonime imprese produttrici di motociclette, autobus, aerei e altri realizzazioni meccaniche. Agli inizi del XX secolo, sotto il segno della grande rivoluzione tecnica portata dall'avvento degli automobili, l'azienda era gestita dai discendenti dei fondatori, i fratelli Giovanni, Giuseppe, Enrico e Giulio Macchi che decisero di costituire, il 19 giugno 1905, la Società Anonima Fratelli Macchi - Carrozzeria, Automobili e Ruotificio, indirizzando la produzione verso le nuove tecnologie e riuscendo a reperire gli ingenti capitali necessari, forniti da investitori di Milano e Varese.

L'attività di carrozzeria ebbe scarsi risultati in campo automobilistico, ma si sviluppò grandemente in quello delle forniture ferroviarie e il ruotificio ottenne grandi commesse dall'esercito per equipaggiare la nuova artiglieria trainata. In seguita alla guerra italo-turca, ove per la prima volta fu sperimentato l'impiego di automobili e aerei, il ministero della difesa aveva bandito, nell'ottobre 1912, un concorso per la fornitura di aerei militari. Il pioniere del motorismo Carlo Felice Buzzi convinse Giulio Macchi a realizzare una joint venture con la francese Societe Anonyme des Etablissements Nieuport che prese corpo, il 1º maggio 1913, con la fondazione a Varese della Società Anonima Nieuport-Macchi. Il capitano Arturo Ferrarin a bordo del Macchi M.39 all'idroscalo della Schiranna Inizialmente, la Società Anonima Nieuport-Macchi si occupava della costruzione, su licenza, di un famoso caccia della prima guerra mondiale, il francese Nieuport Type 11 Bébé. Con la fine della guerra, e di conseguenza con la riduzione dei consistenti ordini militari, l'azienda si specializzò nella costruzione di idrovolanti, inizialmente convertendo i suoi aerei militari per l'utilizzo in ambito civile, ad esempio nel trasporto di passeggeri e posta.

Durante il periodo delle corse di velocità (iniziato in Italia dal 1919) gli aerei della Macchi furono i primi a superare la barriera dei 400, 500 e infine dei 700 km/h. Negli anni venti l'azienda cambiò nome in Aeronautica Macchi. Durante il periodo della seconda guerra mondiale vennero prodotti alcuni dei più famosi caccia italiani: l'M.C.200, l'M.C.202 e l'M.C.205. Soprattutto quest'ultimo si rivelò un avversario davvero temibile per gli aerei alleati, mentre il primo non disponeva di un motore abbastanza potente e il secondo aveva un armamento che col progredire del conflitto risultò insufficiente per affrontare gli avversari. Su licenza furono costruiti numerosi Trimotori S.M.79 "Il Gobbo Maledetto", molti dei quali presso lo stabilimento aeronautico Aeronautica Umbra S.A. di Foligno, che produceva anche gli S.M.81. L' A.U.S.A. ha tra l'altro progettato e costruito un caccia, l'AUT 18, ma solo in prototipo. Nel secondo dopoguerra l'Aermacchi fu costretta a diversificare la produzione e iniziò a costruire motocicli e motocarri, poi associandosi alla Harley Davidson.

Nel 1961 l'azienda accorciò il proprio nome in Aermacchi. Dalla metà degli anni cinquanta l'Aermacchi concentrò le sue ricerche e i suoi sforzi produttivi nella costruzione di un aereo da addestramento per i piloti militari: nacque così l'Aermacchi MB-326, che si rivelò un ottimo aereo. Il suo successo si riflette nei volumi di vendita: 800 MB-326 entrarono in servizio in 14 forze aeree diverse. Il successore del 326 è l'Aermacchi MB-339, la risposta dell'azienda a delle specifiche richieste dell'Aeronautica Militare Italiana Una complessiva ristrutturazione condusse l'azienda, nel 1981, a riorganizzarsi come holding Aermacchi SpA Ha partecipato anche ai programmi di sviluppo e produzione dell'AMX, G.222, C-27J Spartan, del cacciabombardiere Panavia Tornado e dell'Eurofighter Typhoon. Ha avuto e ha tuttora un ruolo attivo anche nello sviluppo e produzione delle gondole dei motori per gli aerei commerciali Boeing 787, Airbus A330, A318, A319, A320, A321, per il nuovo A380 e per i jet d'affari Dassault Falcon 900, 2000 ed 7X. Nel 1997 l'Aermacchi acquista un'altra famosa azienda aeronautica, la SIAI-Marchetti, e i relativi progetti, come ad esempio l'SF-260; diventa così l'azienda leader nella costruzione di aeroplani da addestramento.

L'Aermacchi ha esteso il suo campo di interesse anche nell'aviazione civile, collaborando dapprima con la tedesca Dornier per la costruzione del Do 328, e successivamente nel settore delle prese d'aria e capottature per le gondole motore di vari propulsori adottati da aerei civili. Il suo più recente prodotto aeronautico è costituito dall'addestratore bireattore transonico Aermacchi M-346, per il quale è stata scelta la denominazione commerciale "Master". La sede attuale della ditta è situata nell'aeroporto "Arturo Ferrarin" di Venegono Inferiore, che oltre a ospitare la fabbrica del gruppo Finmeccanica è anche luogo di collaudo.

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FONTE WIKIPEDIA
FOTO FRANCO GAMBARINI