15° STORMO

  

Aeronautica Militare Italiana - 15° Stormo

85° Centro Combat Search And Rescue di Pratica di Mare
Il 15° Stormo “Stefano Cagna” dell’Aeronautica Militare Italiana rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale per la sua costante opera di salvataggio dal cielo arrivando dal 1965 ad oggi al salvataggio di oltre 7300 persone sia in ambito nazionale che internazionale.

Le immagini televisive del salvataggio attraverso il verricello e l’entrata in cabina del cestello con all’interno una mamma e i suoi due figli strappati dall’inferno di fuoco e fumo del famigerato traghetto NORMAN ATLANTIC (nel dicembre 2014), a largo della costa brindisina, sono ormai stampati nella memoria di noi tutti a durevole ricordo di cosa sono capaci i Salvatori del Cielo del 15° Stormo.

Attualmente lo Stormo, che ha sede sulla base aerea di Cervia/Pisignano (Ra) si compone di:

  • Comando di Stormo
  • Ufficio Operazioni di Stormo
  • Gruppo Efficienza Aeromobili
  • 83° Gruppo Combat S.a.r.
  • 81° Centro Addestramento Equipaggi
  • 615° Squadriglia Collegamenti
  • 85° Centro Combat S.a.r. di Pratica di Mare (Roma)
  • 80° Centro Combat S.a.r. di Decimomannu (Ca)
  • 84° Centro Combat S.a.r. di Gioia del Colle (Ba)
  • 82° Centro Combat S.a.r. di Trapani Birgi (Tp)

La peculiare e necessaria capillare distribuzione strategica sulla Penisola del 15° Stormo su ben 5 basi aeree denota immediatamente l’importanza dei compiti d’istituto militari e civili assegnati quotidianamente senza soluzioni di continuità quali:

  • Ricerca e soccorso di equipaggi militari coinvolti in incidenti di volo in ambito nazionale durante attività addestrative
  • Ricerca e soccorso/recupero di equipaggi  o di  operatori militari coinvolti in incivolo durante missioni operative in aree di crisi (operazioni  Combat S.A.R. o di Combat Personnel Recovery)
  • Attività in volo quale aeromobile intercettore di aeromobili slow movers su zone o città definite no fly zone in occasioni di eventi nazionali straordinari
  • Attività di volo a supporto delle Forze Speciali di Forza Armata e/o Interforze
  • Ricerca e Soccorso di naufraghi  in acque territoriali o internazionali direttamente o in concorso con altri Corpi dello Stato a seguito naufragio o incidente aeromobile civile in ogni condizione meteo e di luce
  • Recupero malati in grave pericolo di vita da imbarcazioni in navigazioni nelle acque territoriali o limitrofe per un rapido inoltro su nosocomio di riferimento.
  • Ricerca e soccorso di  persone ferite o disperse  in montagna in aree impervie in ogni condizione meteo e di luce e relativo recupero.
  • Trasporto sanitario di traumatizzati gravi da località altrimenti non raggiungibili per condizioni meteo avverse (vedi isole) soprattutto di notte.
  • Interventi in cooperazione con altre Forze Armate e Corpi dello Stato in caso di gravi calamità naturali in ambito nazionale.

Ogni giorno dell’anno 24 ore su 24 ogni Gruppo e Centro del 15° Stormo ha un equipaggio di volo rinforzato in allarme per decollare con aeromobili pronti all’impiego entro 120 minuti dall’avvenuto allarme diminuibile a soli 30 primi in caso di evidente necessità.  La gestione intera delle operazioni è demandata al Centro Coordinamento Soccorso del Comando Operazioni Aeree (COA) di Poggio Renatico (Fe) diramando al Reparto aereo più vicino gli ordini di operazione per una rapida risoluzione dell’emergenza attivata. Oltre la suddetta distribuzione strategica dei Reparti del 15° Stormo, abbiamo l’impiego di moderni aeromobili predisposti ad assolvere ai compiti assegnati, la grande professionalità degli equipaggi d’allarme, che attraverso un continuo e dedicato addestramento su adeguate procedure d’impiego ed uno stretto e continuo coordinamento tra tutto l’equipaggio arrivando all’assolvimento delle missioni la salvezza di vite umane.
L’addestramento continuo di ogni componente dell’equipaggio con le sue peculiarità e precisi compiti permette oggi di avere uno strumento adeguato e formidabile a cui il successo di salvare qualcuno non è fortuna ma quotidiano impegno, abnegazione e sacrifico rivolto a tutti noi in caso di reale necessità.


85° Centro S.A.R.

Sulla base aerea Mario De Bernardi di Pratica di Mare dal 2 Ottobre 1997 il 15° Stormo, proveniente dalla storica e originaria base di Roma Ciampino, è sempre stato presente prima con l’intero comando di Stormo (con anche il 81° CAE e 615° Sq Collegamenti) e dal 28 Settembre 2010 (effettivo dal 5 Ottobre 2010) con il solo 85° Centro S.A.R. Il Centro si compone da 2 squadriglie di volo a cui sono assegnati sia i piloti sia i specialisti di bordo (quali operatori di bordo, mitraglieri, aero-soccoritori, assistenti di sanità):



  • 142° Squadriglia
  • 288° Squadriglia

Il Centro ha vissuto recentemente una fase storica molto delicata con l’uscita di scena del glorioso HH3F, icona del Soccorso Aereo Italiano dal 1977, che dopo aver raggiunto (anche dolorosamente purtroppo) la pensione nel Settembre 2013 con una piccola ma significativa cerimonia, ha ripreso a volare alto con la nuova cavalcatura l’Agusta Westland HH139A. L’elicottero HH139A rappresenta un giusto equilibrio tra una moderna e prestante piattaforma commerciale prodotta dall’Agusta-Westland che dotato di peculiari dotazioni di missione, espressamente richieste in fase di progettazione da parte dell’Arma Azzurra,  è arrivato ad essere un aeromobile dedicato al soccorso e impiegabile in condizioni ognitempo con dotazioni avioniche e tecniche di rilievo. L’autonomia è sufficiente per operare nell’area di pertinenza assegnata al Centro e in caso di necessità, può velocemente raggiungere le eventuali aree di intervento lontane con scali tecnici e con la formidabile velocità di punta unita alla completa dotazione avionica di primo ordine può ottenere ottimi risultati. Il numero di aeromobili assegnati comporta una gestione attenta delle ore di volo per garantire sempre un equipaggio pronto di allarme. Inoltre il quotidiano addestramento e l’equipaggiamento degli aero-soccoritori (in gergo ARS), sempre aggiornato e adeguato, è sufficiente per garantire la completa sicurezza negli impieghi tipici sul mare come su terra; si richiede una buona dose di sacrificio e amalgama tra l’intero equipaggio di volo per operare necessariamente al limite in completa sicurezza per raggiungere il massimo obiettivo cioè “salvare la vita umana”.  Si continua così la ormai pluriennale tradizione dei “Leoni” cioè “NEC IN SOMNO QUIES” (neanche nel sonno la quiete).

La missione di volo
La missione addestrativa  a cui ho partecipato è stata preceduta da un attento ed esteso briefing con tutto l’equipaggio e il sottoscritto, che dovendo operare poi in simbiosi con l’equipaggio, ha incamerato le procedure di sicurezza da osservare sia a bordo che a terra. La missione volativa iniziava con il decollo dalla base madre nel primo pomeriggio verso un’area addestrativa posta a nord di Roma, zona Tolfa, dove visto il carattere di assenza di insediamenti urbani e la peculiare conformazione del suolo si possono facilmente replicare situazioni tipiche di soccorso a terra in zone impervie con l’impiego del verricello da parte dell’operatore di bordo per addestrare gli aero-soccoritori. La zona “operativa” è stata raggiunta dopo breve volo di trasferimento  i piloti si sono dedicati alla condotta manuale con la verifica esterna dei punti di riporto. Abbiamo inizialmente raggiunto una radura dove oltre al sottoscritto sono stati sbarcati i due ARS che hanno impiegato  la nuova barella verricellabile  con la simulazione di un recupero di un infortunato. Le successive manovre di riposizionamento del LEONE 3 hanno dato modo a me di scattare foto ma operativamente sono state necessarie per verificare la direzione del vento e dar modo agli operatori a terra di assicurare l’eventuale superstite per il successivo recupero con barella. Il 139 ha dimostrato la tipica stabilità necessaria per garantire il recupero con il verricello benché ci fosse un forte vento. Il successivo evento dopo aver recuperato gli operatori da terra è stato quello di calare i due aero-soccoritori su un ponte ferroviario ora non più in uso per poi procedere con il successivo recupero in coppia. In questa fase benché non in fonia ho potuto verificare effettivamente come l’operatore di bordo abbia, in questa fase, il controllo millimetrico del verricello e con adeguati comandi vocali fornisce al pilota le indicazioni per come mantenere l’elicottero allineato con il punto di recupero; in quel momento gli occhi del verricellista sono posti precisamente sulla verticale del recupero mentre la visuale del pilota è ovviamente oscurata pertanto non potendo verificare quello che avviene a terra si affida necessariamente all’operatore che garantisce lo sbarco dell’aero-soccoritore e il successivo recupero dello stesso e del prezioso carico umano da salvare. Ho così vissuto concretamente  cosa si intende per Crew Coordination. La delicata fase di recupero si concludeva in pochi minuti, una volta entrati in cabina i due Ars, chiuso il portellone ci si avviava al volo lungo costa per il rientro. Con l’atterraggio ho avuto la certezza che l’equipaggio avesse concluso un atto addestrativo indispensabile per il futuro, per il sottoscritto di aver vissuto un evento sempre ammirato da terra come “divertimento” magari in un air show ma dove in caso reale fa  la differenza per salvare vite umane da una situazione di estremo pericolo, quasi sempre con condizioni meteo e di luce al limite. Dopo aver posato le ruote a terra, aver concluso il rullaggio, lo spegnimento delle turbine si procedeva con il consueto de-briefing in cui tutto l’equipaggio analizzava la missione alla scoperta di eventuali inesattezze da evidenziare e correggere. Nel frattempo i preziosi specialisti a terra provvedevano al rifornimento dell’ AW139A per renderlo quindi di nuovo impiegabile per l’attività principe dello Stormo il SOCCORSO AEREO.

AW HH139A
(1° esemplare 15-40 mm81796 consegnato all’AM in data 26/1/2012. 13 Esemplari impiegati in ambito SAR)
Impianto Propulsivo: 2 turbine P & W PT&C 67C da 1872 hp ciascuno
Lunghezza: 16,65 mt
Altezza: 4,95 mt
Diametro Rotore: 13,80 mt
Superfice Rotore: 150 mq
Peso massimo decollo: 6800 kgs
Velocità massima operativa: 309 km/hr
Velocità di crociera: 255 km/hr
Raggio d’azione: 250 km
Autonomia oraria: 3 ore
Equipaggiamento di navigazione: VOR/ILS – ADF- FMS- MAP DISPLAY- RADAR ALT – IFF- GPS – NVG compatibile
Apparati Radio: VHF , HF , 1 SATCOM
Apparati di missione: FLIR STAR SAFIRE III – Faro di Ricerca da 6 milioni di candele – Set autoparlanti – Verricello – Gancio baricentrico – Radar da ricerca a colori – Lame tagliacavi – Gallegianti autogonfiabili - Sistema Integrato di Autoprotezione (installabile) – Carrello rinforzato e rialzato
Configurazioni impiegabili:  

  • SAR (5 sedili + 1 barella)
  • MEDEVAC ( 4 barelle + 2 operatori di sanità)
  • UTILITY (14 pax)

Equipaggio per missione SAR: 2 piloti, 1 specialista di bordo, 1 aerosoccoritore, 1 assistente sanità

 
Testo e foto di Marco Meschino

L’autore intende ringraziare l’Aeronautica Militare per l’opportunità offerta il comandante del 85° Centro CSAR Magg. Bellicano per l’ospitalità ricevuta e ai componenti dell’equipaggio di Leone 3 per l’irripetibile esperienza e dimostrazione di professionalità offerta. 

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