Il 6° Stormo entra nell’era F-35: superate le 5.000 ore di
volo a Ghedi
GHEDI — Il passaggio alla quinta generazione è ormai una
realtà consolidata per il 6° Stormo dell’Aeronautica Militare. Con il
superamento delle 5.000 ore di volo della flotta F-35A Lightning II, celebrato
lo scorso 17 aprile, il reparto bresciano segna una tappa chiave nel proprio
percorso di trasformazione operativa.
Un traguardo che affonda le sue radici nel 16 giugno 2022,
quando il primo F-35A (MM7366, codice 6-01), proveniente dalla linea di
assemblaggio finale di Cameri, atterrò sulla pista dell’aeroporto militare
“Luigi Olivari”, scortato dai Panavia Tornado. Un momento simbolico, che sancì
il passaggio tra due epoche: quella delle piattaforme legacy e quella dei
sistemi di quinta generazione.
L’introduzione dell’F-35 non ha significato semplicemente
sostituire il Tornado, in servizio a Ghedi dal 1982. Il Lightning II non è solo
un caccia multiruolo: è un nodo informativo avanzato, capace di raccogliere,
elaborare e condividere dati in tempo reale. In questo senso, il velivolo si
inserisce pienamente nella logica delle operazioni multi-dominio, dove la
superiorità non si misura più soltanto in termini di prestazioni, ma
soprattutto nella gestione dell’informazione.
Una trasformazione che ha coinvolto l’intero Stormo, dalla manutenzione alla logistica, fino all’addestramento dei piloti, oggi fortemente integrato con sistemi di simulazione. Nonostante la fase di transizione ancora in corso, il 6° Stormo ha continuato a garantire la prontezza operativa, partecipando ad attività di primo piano sia in ambito nazionale che NATO. Tra queste: la sorveglianza dello spazio aereo italiano, nell’ambito del servizio di Quick Reaction Alert; le missioni di Air Policing nei Paesi baltici; le esercitazioni multinazionali, fondamentali per consolidare l’interoperabilità con le altre forze alleate. Il Comandante del 6° Stormo, il Colonnello Gianmarco Di Loreto, ha delineato le priorità per il futuro, indicando nello sviluppo infrastrutturale e nell’integrazione completa del sistema d’arma i passaggi chiave. In questo contesto si inserisce la futura “Cittadella F-35”, un complesso progettato per concentrare in un unico ambiente le attività operative, manutentive e addestrative del velivolo, con elevati standard tecnologici e di sicurezza e la preparazione per le esercitazioni NATO previste per lanno in corso. Con l’F-35, il 6° Stormo non cambia solo velivolo: evolve la propria identità. Il caccia di quinta generazione è infatti destinato a operare come moltiplicatore di forze, capace di integrarsi con assetti terrestri, navali, spaziali e cyber. Le 5.000 ore di volo rappresentano quindi molto più di un dato statistico: sono la conferma di una capacità ormai concreta.