Ottobre 2011, un sogno diventato realtà, con gli amici Simone e Paolo di Aviation-shots ci avviamo al check-in per intraprendere un’esperienza unica nel suo genere, finalmente dopo mesi di richieste, telefonate, mail si parte. Parecchie ore di volo ci separano dal Bahrain, ma l'entusiasmo ci fa dimenticare i vari spostamenti che dovremo affrontare. Dopo piu di 12 ore di viaggio ci troviamo nel Golfo; il buio della notte ci accoglie, alle due di mattina ci sono ancora 26° gradi! Dopo le dovute procedure alla dogana per entrare in Bahrain a breve sorgerà il sole, il personale americano ci preleverà e ci condurrà all' imbarco per la CVN-77 USS GEORGE H.W. BUSH. L' incontro con il nostro responsabile ed Ufficiale delle pubbliche relazioni, avviene in un clima di euforia, tra poco potremo realizzare un sogno che nutrivamo da sempre. L'ora è arrivata, sul piazzale dell'aeroporto sono parcheggiati i Greyhound C2, che fanno spola, tra la terra ferma e la portaerei, nessun dato ci viene fornito: dove andremo, cosa faremo; solamente un breve briefing prima di salire sull'aereo su cosa fare in caso di emergenza, il load master ci spiega con dovizia di particolari l' uso del salvagente per un eventuale ammaraggio. Ci siamo, ci prepariamo, bardati con i "cranial" (casco), con gli occhialoni da sciatore, con il paracadute, saliamo, sul velivolo in breve tempo tutti prendono posto; notiamo immediatamente che i sedili sono posizionati al contrario rispetto ai soliti aerei di linea, e questo un po' preoccupa la "truppa" italiana.....

Il C2 finalmente mette in moto, dispiega le ali, si allinea e decolla. Il volo si svolge regolarmente, sino a quando il C2 inizia a virare in modo continuo, contorcendo lo sguardo all'indietro e spaziando l'orizzonte, scorgo la nave e l'enorme 77 stampigliato con le lampade.. Ci siamo!! gli F18 sono davanti alle catapulte, in procinto di decollare, il C2 inizia a circuitare in attesa dell’autorizzazione all' atterraggio, ad un tratto il velivolo inizia ad accelerare, livella le ali, si mantiene basso sul mare si porta all'apertura per l'atterraggio, la virata è di quelle che non ti aspetti e lo stomaco finisce in gola. Gancio abbassato, carrello giù, leggeri accostamenti... la voce del load master "Every Go"... due secondi e siamo scaraventati per terra sul ponte, il fumo inizia a salire dal pavimento dell'aereo, siamo finalmente sulla "Bush"; il portellone si apre, il personale con le giubbe rosse, verdi, marroni, bianche, sono davanti a noi, un rapido salto dal C2 e tocchiamo il "sacro suolo"....Sulla nave veniamo immediatamente accolti dall' Ufficiale delle Pubbliche Relazioni, il quale dopo il benvenuto a bordo della Bush, ci mostra l'attività prevista ed i luoghi dove poter fotografare in tutta sicurezza. Il tempo di raccogliere i nostri effetti personali.... e si inizia, non abbiamo praticamente dormito da quasi due giorni ma siamo pronti, dal punto di vista fisico l'esperienza non è certo semplice, centinaia di scalini ci attendono...!!.